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Esempio di perizie e expertise.


Esempio di perizia.

Scopo della presente perizia è la determinazione dello stile, dell’epoca, e l’autenticità dell’arredo in esame; oltre all’indicazione del più probabile valore che una pluralità di persone dovrebbe pagare per acquistare sul mercato antiquario mobili e oggetti aventi caratteristiche similari, ovvero il prezzo di surroga. E’ opportuno precisare che a formare il valore di un arredo antico concorrono diversi fattori, difficilmente riconducibili a criteri d’ordinarietà, quali: epoca di costruzione, stato di conservazione, qualità, tipologia, provenienze documentate, zone di produzione, autore, materiali costitutivi. La combinazione di questi fattori può determinare forti differenze di valore tra arredi che possono apparire similari.

Coppia di lampadari a dodici luci, disposte su due ordini di sei, con leggere differenze.

Misure cm: h. 123, Ø circa 50.

Epoca e stile: Seconda metà dell’Ottocento; eclettico, con influenze neogotiche ed orientaleggianti.

Primo lampadario.

L’attacco del lampadario a staffa è di ottone fuso, avvitato sull’asta filettata di ferro portante; inoltre è presente inserito un anello di ottone continuo saldato. Esso poggia su un disco di acciaio contenuto nella coppetta conica superiore (diametro cm 13,5) di ottone fuso, decorata in rilievo a motivi neorinascimentali, contaminati da tendenze orientaliste, da essa pendono dodici prismi lanciformi, di cristallo pressato. Superiormente sono saldati sul bordo sei piccoli bracci di ottone fuso a volute, uno è mancante, cui sono fissate cinque stelle a otto punte residue di cristallo pressato in stampo, sotto di queste pendono quattro prismi lanciformi (uno è mancante ed uno danneggiato). L’asta portante è ricoperta da un tubo di lamierino d’ottone, decorato a motivi gigliati sbalzati a stampo in rilievo, diviso in tre parti in prossimità delle tre coppette portanti. Inferiormente sul primo tratto di tale tubo sono saldati tre elementi decorativi di ottone fuso a volute vegetali, da cui partono tre coppie di catene di prismi quadrangolari, terminanti contro i sei frutti del giro inferiore. Tra il primo ed il secondo pezzo di tubo è inserito un piattello a sei foglie di ottone fuso (diametro cm 11), da cui partono sei catene di prismi diamantati terminanti contro i sei frutti dell’ordine superiore. Tra il secondo ed il terzo pezzo di tubo è inserita una coppetta conica (diametro cm 16) con decori simili a quella superiore, ornata di quindici prismi pendenti, contenente un disco di ottone cui sono saldati i sei bracci a volute fitoformi di ottone fuso, del giro superiore. A metà dei sei bracci erano presenti sei pendenti di cristallo a goccia di cui solo uno sopravvive. Ogni frutto è composto di: piattino di ottone sbalzato a stampo da cui pendono cinque prismi lanciformi (in origine erano sei, ne manca uno ciascuno), coppetta di vetro pressato in stampo raccogli cera (cinque uguali con decoro in rilievo di stelline, una di rose stilizzate) e portacandele cilindrico di lamierino ornato da due cornici parallele. Alla fine del terzo tubo coppetta conica simile alla precedente: con sei bracci, ecc. ( le coppette raccogli cera sono tutte e sei ornate da rose stilizzate) Dai piattini pendono alcuni dei sei originali prismi lanciformi ed esattamente: il primo completo sei, il secondo tre, il terzo quattro, il quarto cinque, il quinto quattro, il sesto cinque. I sei frutti del giro inferiore sono collegati da sei coppie di catene di prismi misti, quadrangolari ed a diamante, disposte una sopra l’altra. Al centro sotto il piattino un prisma lanciforme separa l’attacco delle catene. Sotto alla coppetta pendono dal bordo dodici prismi lanciformi ed all’interno cerchio di altri sei. Manca il prisma centrale che era posto al centro sotto alla fine del lampadario.

Le fusioni di ottone sono eseguite in terra. La doratura, di cui permangono parti, è stata eseguita a vernice. I prismi originali sono di cristallo piombico molato. In alcuni casi le legature dei prismi appaiono rifatte e qualcuno di questi è stato sostituito con altri analoghi.

Secondo lampadario.

Differenze con il primo.

Sopra sono presenti tutte le sei stelle. I piatti del giro superiore hanno: tre sei prismi pendenti (completi), due cinque, uno quattro. Quelli del giro inferiore: il primo quattro, il secondo cinque, il terzo due, il quarto uno, il quinto cinque ed il sesto uno. I dodici portacandele sono lisci privi delle due cornici parallele. Le coppette raccogli cera sono: le sei superiori con decoro a riserve ornate da piccole piramidi, le sei inferiori con decoro alla greca. Sono presenti tutti e sei i pendenti di cristallo a goccia a metà dei bracci superiori. Sotto alla coppetta inferiore manca uno dei tredici pendenti dal bordo.

Entrambi i lampadari sono stati modificati con impianto elettrico in parte esterno e finte candele portalampadine.

Dall’analisi sopra descritta questi lampadari, per le caratteristiche stilistiche, della lavorazione e la tipologia degli innesti, sono stati fabbricati nella seconda metà dell’Ottocento.

Le percentuali di restauro e le mancanze sono quelle abituali in questo tipo di manufatti, soggetti a frequenti pulizie, pertanto non ne compromettono significatamente la coerenza e le caratteristiche. Possiamo perciò dichiarare gli arredi autentici ed originali.

Gli arredi su descritti sono stimati (la coppia):

Stima minima € 8.000,00.

Stima massima € 12.000,00

In fede.

Esempio di perizia.

Scopo della presente stima è l’indicazione del più probabile valore che una pluralità di persone dovrebbe pagare per acquistare sul mercato antiquario mobili e oggetti aventi caratteristiche similari, ovvero il prezzo di surroga. E’ opportuno precisare che a formare il valore di un arredo antico concorrono diversi fattori, difficilmente riconducibili a criteri d’ordinarietà, quali: epoca di costruzione, stato di conservazione, qualità, tipologia, provenienze documentate, zone di produzione, autore, materiali costitutivi. La combinazione di questi fattori può determinare forti differenze di valore tra arredi che possono apparire similari.

Ribalta ferrarese. Misure cm: h. 104x107x55. Manifattura: Ferrara. Epoca e stile: Luigi XV, prima metà Settecento. Materiali: Noce e radica di noce, ornamenti di bronzo patinato, fusto in abete.

Tipico arredo di transizione tra il barocco ed il rococò. La sagoma a balestra del fronte, i fianchi e la ribalta dritti, insieme alle ridotte misure, sono tipici di tale periodo. L’impiallacciatura di noce biondo è altrettanto tipica della zona di produzione.

Questo mobile si distingue per una ebanisteria particolarmente curata. Eleganti i piedi mossi, al posto delle più rustiche ciabatte. I piallacci sono disposti secondo un preciso disegno. Le filettature sono eseguite in legno di amaranto, invece del solito legno chiaro; e il loro spessore è minore del solito, conferendo maggiore raffinatezza. Il piano superiore è impiallacciato come la ribalta ed i fronti dei cassetti con radica incorniciata da filettature. I fianchi sono pure impiallacciati con radica riquadrata e disposta obliquamente. Nel piano interno è ricavato il consueto sportello scorrevole, che cela i tre cassetti estraibili, segreti, sottostanti. Arredo in ottimo stato di conservazione con serrature funzionanti e bella ornamentazione bronzea d’epoca.

Stima minima € 12.000,00.

Stima massima € 14.000,00.

In fede.

Esempio di expertise di un orologio.

Orologio da centro “Minerva”.

Misure cm: 62x27x15,3.

Manifattura: Francia.

Epoca e stile: I Impero. 1805-15.

Materiali: bronzo cesellato patinato e dorato, basamento in marmo giallo Siena.

Atena-Minerva regge con la mano destra la lancia e con quella sinistra lo scudo poggiato a terra in cui è inserito l’orologio. Sono presenti gli attributi tipici della dea, l’elmo, la corazza e lo scudo (detto egida) cui è appesa la testa della Gorgone-Medusa, dono votivo di Perseo, che costituisce il quadrante dell’orologio. Era la dea della sapienza, particolarmente della saggezza, della tessitura, delle arti e, presumibilmente, degli aspetti più nobili della guerra, mentre la violenza e la crudeltà rientravano nel dominio di Ares-Marte.

Splendido esempio di scultura neoclassica. La statua è a tutto tondo e si accede all’orologio spostando posteriormente parte del mantello.

Movimento di tipo Parigi con suoneria delle ore e delle mezze tramite ruota partitora, sospensione del pendolo a filo.

Analoghi modelli sono presenti.

Museo Marmottan.

Museo de relojes de las bodegas, Jerez de la Frontera, catalogo pag. 138.

Pubblicato in: -Encyclopédie de la pendule, pag. 412.

-Misurare il tempo, pag. 172. Artioli editore.

L’arredo sopradescritto è di lecita provenienza, autentico ed originale, fatti salvi i restauri d’uso.

In fede.